Siamo pronti ad affrontare le tempeste?

New-York

Tutti abbiamo certamente sentito parlare di Sandy, l’uragano che il 22 ottobre scorso, dichiarato inizialmente come tempesta tropicale, ha raggiunto la sua massima potenza il 29 ottobre abbattendosi sugli Stati Uniti. L’uragano ha sferzato la costa orientale degli USA portando dietro di sé morte e distruzione. Ha provocato vittime e lasciato gran parte di New York al buio, registrando il peggior blackout dal 2003.

Una massiccia informazione è stata fatta per radio, tv, web e social network. Tutti sono stati avvisati dell’arrivo dell’uragano affinché tutti prendessero le dovute precauzioni; eppure sapere del suo arrivo non è bastato a evitare perdite di vite.
Di fronte a quella che è stata definita come la “tempesta perfetta”, la gente ha reagito in maniera differente: c’è chi si è fidato del pericolo annunciato e ha scelto di prepararsi per fronteggiare l’uragano; c’è chi ha creduto che l’uragano sarebbe arrivato, ma ha sottovalutato l’entità della sua forza e quindi non si è preparato ad affrontarlo; infine c’è stato chi non ha creduto alle previsioni meteo e di conseguenza ha continuato a vivere schernendo quanti, invece, erano in allerta.

Uragano Sandy
Le immagini che ci arrivano dalle televisioni e dal web in merito alle conseguenze del passaggio dell’uragano Sandy, ci mostrano solo in parte quello che è realmente accaduto e, ancora solo in parte, possiamo comprendere la gravità della situazione vissuta dalla popolazione newyorkese.
Da tanto tempo, già dall’apostolo Paolo, da Pietro e da Gesù, siamo stati informati dell’arrivo di un’altra tempesta che si abbatterà sulla terra. Sarà una tempesta di tipo diverso, molto più pericolosa di Sandy e che coinvolgerà tutto il pianeta. Oggi, anche noi, abbiamo il dovere di continuare ad avvisare quanti ancora non sanno dell’arrivo dell’ultima tempesta, quella dell’ira di Dio che si abbatterà sul mondo.
Nella Bibbia, in Sofonia 1:14-18, è scritto: “Il gran giorno del Signore è vicino; è vicino, e viene in gran fretta; si sente venire il giorno del Signore e il più valoroso grida amaramente. Quel giorno è un giorno d’ira, un giorno di sventura e d’angoscia, un giorno di rovina e di desolazione, un giorno di tenebre e caligine, un giorno di nuvole e di fitta oscurità, un giorno di squilli di tromba e di allarme contro le città fortificate e le alte torri. Io metterò gli uomini nell’angoscia, ed essi brancoleranno come ciechi, perché hanno peccato contro il Signore; il loro sangue sarà sparso come polvere, e la loro carne come escrementi. Né il loro argento né il loro oro potrà liberarli nel giorno dell’ira del Signore; ma tutto il paese sarà divorato dal fuoco della sua gelosia; poiché egli farà una distruzione improvvisa e totale di tutti gli abitanti del paese.”
Questa tempesta non potrà essere evitata o indebolita e ci sono continui segni che confermano l’arrivo dell’ira e del giudizio di Dio per quanti sono idolatri, che giurano per il Signore e per quanti si allontanano e non cercano Dio. Il Signore, però, nel suo infinito amore, temporeggia affinché tutti siano avvisati e si possano preparare. Dio stesso ci indica la strada da seguire per scampare la tempesta: “prima che vi piombi addosso l’ardente ira del Signore, prima che vi sorprenda il giorno dell’ira del Signore, cercate il Signore, cercate la giustizia, cercate l’umiltà!” (Sofonia 2:1-4)
Anche davanti a questa tempesta gli uomini reagiranno in maniera diversa. Solo chi crederà nel Signore, nel Suo ritorno e deciderà di prepararsi a quel giorno, metterà in salvo la sua vita. Per gli increduli e per chi sottovaluterà il Suo ritorno, non ci sarà scampo!
Ora sai quel che succederà e potrai decidere se vivere o morire. Se vuoi vivere, credi! Credi in Gesù Cristo che diede la Sua vita per te e avrai vita eterna con Lui.

Sabrina P.
(tratto dal sermone del Pastore Davide Mortelliti,
“Una tempesta si avvicina” dell’ 11 novembre 2012)

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